Report TechCompenso 2025L'analisi più attesa su stipendi e trend del mercato tech e digital italiano è ora disponibile!
Leggi il reportNel panorama tecnologico italiano, la figura del Brand Manager ha assunto una centralità nuova. Non si occupa più soltanto di scegliere il colore di un logo o di coordinare una campagna pubblicitaria, ma agisce come il custode dell’identità di un’azienda tech, mediando tra le esigenze del prodotto e le percezioni degli utenti. In un mercato dove la competizione per il talento e per l’attenzione dei clienti è altissima, saper posizionare correttamente un marchio può determinare il successo o il fallimento di una strategia commerciale.
Il compito principale di un Brand Manager in un’azienda tecnologica è la gestione strategica del marchio durante l’intero ciclo di vita dei prodotti o dei servizi offerti. Questo professionista deve assicurarsi che ogni punto di contatto tra l’azienda e l’esterno — dal sito web all’interfaccia dell’applicazione, fino alla comunicazione sui social media — rifletta i valori e la missione aziendale.
Nella pratica quotidiana, il Brand Manager collabora strettamente con i team di Product Management e di Ingegneria. Se, ad esempio, una società di software decide di lanciare una nuova funzionalità basata sull’intelligenza artificiale, il Brand Manager deve tradurre i tecnicismi in vantaggi chiari per l’utente, definendo il tono di voce e la strategia di posizionamento rispetto ai concorrenti. Si occupa inoltre dell’analisi di mercato, monitorando costantemente le tendenze del settore e il comportamento dei consumatori per adattare la strategia in tempo reale.
Un’altra responsabilità fondamentale riguarda il coordinamento interno. Il Brand Manager funge da ponte tra il reparto creativo, le vendite e lo sviluppo. Deve garantire che il messaggio veicolato dai venditori sia coerente con l’immagine di marca definita a monte. In molte realtà italiane, questo ruolo implica anche la gestione di budget significativi per campagne di visibilità e la misurazione del ritorno sull’investimento (ROI) attraverso indicatori di performance specifici, cercando di ottimizzare costantemente la percezione del brand.
Analizzare la retribuzione di un Brand Manager richiede una distinzione basata sulla seniority e sulla dimensione dell’azienda. Secondo i dati raccolti da TechCompenso e sintetizzati nel Report Stipendi 2025, le figure junior iniziano spesso con una RAL (Retribuzione Annua Lorda) che oscilla tra i 30.000 e i 35.000 euro.
Con l’aumentare dell’esperienza e delle responsabilità, un profilo Mid-level può raggiungere i 45.000 o i 50.000 euro, mentre i Senior Brand Manager o i Brand Director in grandi corporate tech superano frequentemente i 70.000 euro, spesso integrati da bonus legati ai risultati. Per avere una visione chiara del proprio netto mensile partendo da queste cifre, è utile consultare lo strumento di Calcolo Stipendio Netto.
È interessante osservare i dati demografici del settore tech in Italia estratti dal nostro database. Attualmente, la popolazione professionale è composta per l’84,5% da uomini e per il 15,4% da donne, un divario che si riflette anche nei ruoli manageriali legati al marketing. Per quanto riguarda le forme contrattuali, il 94,5% dei professionisti lavora come dipendente, a conferma di una ricerca di stabilità che caratterizza il mercato nazionale, mentre solo il 5,5% opera in regime di Partita IVA. Se desideri contribuire alla trasparenza del settore, puoi inserire i tuoi dati in forma anonima su Aggiungi Compenso.
Il percorso per diventare Brand Manager nel mondo tecnologico solitamente inizia con una formazione accademica in Marketing, Comunicazione o Economia. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito a un numero crescente di professionisti provenienti da lauree umanistiche o psicologiche che, dopo un master specifico in Business Administration (MBA) o in Digital Marketing, sono riusciti a inserirsi con successo in questo ruolo.
Le competenze tecniche sono fondamentali: è necessaria una solida conoscenza delle piattaforme di analisi dati, dei principi della SEO e del funzionamento delle campagne di advertising digitale. Non si può gestire un brand tech senza capire profondamente come funzionano i canali attraverso cui il prodotto viene distribuito e consumato.
Oltre alla tecnica, le soft skills giocano un ruolo determinante. La capacità di storytelling — ovvero saper raccontare una storia coinvolgente attorno a un prodotto complesso — è ciò che distingue un buon manager da un professionista eccellente. Altrettanto importanti sono l’empatia, per comprendere le reali necessità del pubblico, e la capacità di negoziazione, utile per mediare tra le diverse visioni dei dipartimenti aziendali. In questo ruolo, saper comunicare il valore del proprio lavoro internamente è importante quanto comunicare il prodotto esternamente.
Le opportunità per un Brand Manager nel tech sono varie e vanno dalle agenzie di comunicazione specializzate alle grandi aziende di prodotto, fino alle scale-up in rapida crescita. Le città che offrono il maggior numero di posizioni rimangono Milano e Roma, come evidenziato dalla nostra Mappa Stipendi Italia.
Per chi è alla ricerca di una nuova sfida professionale, il punto di partenza consigliato è la nostra sezione dedicata alle Offerte di Lavoro, dove è possibile filtrare le posizioni per trasparenza salariale e tipologia di azienda.
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