Report TechCompenso 2025L'analisi più attesa su stipendi e trend del mercato tech e digital italiano è ora disponibile!
Leggi il reportFino a pochi anni fa, superare un colloquio tecnico in Italia significava quasi esclusivamente risolvere un problema di algoritmi o completare una piccola applicazione nel tempo assegnato. Nel 2026, la situazione è profondamente cambiata. Se per i ruoli junior la coding challenge rimane il filtro principale, per le posizioni Senior e Staff Engineer lo sbarramento è rappresentato dal colloquio di System Design. Le aziende non cercano più solo qualcuno che scriva codice pulito, ma professionisti capaci di progettare sistemi scalabili, resilienti e manutenibili.
Questa evoluzione riflette la maturità del mercato tech italiano. Con l’aumento della complessità delle infrastrutture cloud e la necessità di gestire volumi di dati sempre più ingenti, saper disegnare un’architettura è diventata la competenza più remunerativa. Prima di addentrarci nei dettagli tecnici, è utile consultare gli Stipendi Dipendenti per capire come la padronanza di queste competenze si rifletta direttamente sulla RAL in Italia, specialmente per chi punta a posizioni di leadership.
Il colloquio di System Design differisce radicalmente dalle prove di programmazione classiche perché non esiste una risposta ‘corretta’ univoca. L’obiettivo dell’intervistatore non è verificare se conosci la sintassi di un linguaggio, ma osservare come ragioni di fronte a problemi aperti e ambigui. Si tratta di una discussione di alto livello in cui si analizzano i trade-off tra diverse soluzioni tecnologiche.
Se in una prova di coding l’attenzione è focalizzata sull’efficienza di un algoritmo o sulla gestione della memoria, nel System Design ci si concentra su componenti macroscopici: database, code di messaggi, bilanciatori di carico e microservizi. In questo contesto, le scelte non sono mai neutre. Ogni decisione architettonica comporta un compromesso: scegliere un database NoSQL potrebbe offrire maggiore scalabilità orizzontale, ma a discapito della consistenza dei dati immediata.
Uno degli errori più comuni durante questi colloqui è iniziare a disegnare diagrammi senza aver prima definito i confini del problema. Nel 2026, i recruiter delle principali tech company italiane valutano molto positivamente l’approccio strutturato. Un buon punto di partenza è seguire una sequenza logica che guidi la conversazione in modo naturale.
La prima fase deve essere dedicata alla chiarificazione. Bisogna porre domande per identificare i requisiti funzionali (cosa deve fare il sistema) e quelli non funzionali (quanto deve essere veloce, quanto deve essere disponibile, quanti utenti deve supportare). Immaginiamo Marco, uno sviluppatore Backend con 8 anni di esperienza che sta affrontando un colloquio per un ruolo Lead. Invece di iniziare subito a disegnare, Marco chiede: ‘Quanti utenti attivi al giorno prevediamo?’ e ‘Qual è il tempo di latenza massimo accettabile per questa operazione?’.
Dopo aver definito i requisiti, è fondamentale fare dei calcoli approssimativi. Quanta memoria serve per memorizzare i dati? Quanta banda sarà necessaria? Questo passaggio dimostra una mentalità orientata alla realtà operativa. Sebbene il database di TechCompenso mostri che il 94.5% dei professionisti nel 2025 era inquadrato come dipendente, questa capacità di analisi quantitativa è ciò che distingue un profilo Senior da uno Junior indipendentemente dal contratto.
Per superare con successo un colloquio di questo tipo, è necessario avere una solida base teorica sui sistemi distribuiti. Non basta citare i nomi dei servizi cloud, occorre spiegare il ‘perché’ dietro ogni scelta. I concetti di scalabilità, disponibilità e affidabilità devono essere i pilastri del discorso.
Saper spiegare come scalare un sistema orizzontalmente aggiungendo istanze, piuttosto che verticalmente potenziando la singola macchina, è il requisito minimo. Tuttavia, l’eccellenza si raggiunge quando si è in grado di discutere il Teorema CAP, spiegando perché in un sistema distribuito non è possibile garantire contemporaneamente consistenza, disponibilità e tolleranza alle partizioni, e quale di questi aspetti sia prioritario per il caso d’uso specifico.
La scelta del database è spesso il cuore del colloquio. Bisogna saper distinguere tra database relazionali (SQL) e non relazionali (NoSQL), conoscendo i vantaggi di ciascuno. Nel 2026, è inoltre fondamentale saper discutere di strategie di caching a più livelli e dell’utilizzo di code di messaggi (come Kafka o RabbitMQ) per disaccoppiare i componenti del sistema e migliorarne la resilienza.
Prendiamo il caso di un’azienda che chiede di progettare un sistema capace di inviare milioni di notifiche push al giorno. Un approccio ingenuo sarebbe quello di creare un unico servizio che legge dal database e invia la notifica. Un approccio da Senior prevede invece l’utilizzo di una coda per gestire i picchi di traffico, diversi ‘worker’ per processare i messaggi in parallelo e un sistema di monitoraggio per gestire i fallimenti e i retry.
Durante il colloquio, è utile disegnare uno schema a blocchi chiaro. Si parte dall’utente, si passa per il Load Balancer, si arriva ai servizi API e infine ai sistemi di memorizzazione e invio. Ma la parte più interessante per l’intervistatore arriva quando si chiede: ‘Cosa succede se il provider delle notifiche va offline?’. Saper rispondere prevedendo meccanismi di fall-back o code di priorità è ciò che porta alla ricezione di un’offerta competitiva.
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