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Gestire la controfferta: come decidere tra un rilancio della RAL e una nuova sfida

TechCompenso Team
#controfferta#negoziazione#carriera tech#RAL#dimissioni

Marco è un Senior Backend Developer che lavora da quattro anni in una software house milanese. Dopo mesi di riflessione, decide che è il momento di cambiare aria: desidera lavorare con microservizi in Cloud e ottenere una RAL più competitiva. Supera i colloqui con una startup innovativa e riceve un’offerta migliorativa del 15%. Quando però comunica le dimissioni, il suo attuale responsabile gli propone un aumento immediato del 20% e la promessa di un nuovo progetto come Team Lead. Questa è la classica dinamica della controfferta, un bivio che molti professionisti tech in Italia si trovano ad affrontare nel 2025.

Perché le aziende offrono un rilancio all’ultimo minuto

Dal punto di vista aziendale, perdere un professionista qualificato è un costo enorme. Non si tratta solo dello stipendio, ma della perdita di know-how specifico e dei costi di recruiting che possono superare il 30% della RAL annuale della risorsa. Secondo i dati del Report Stipendi 2025, il mercato tech italiano è caratterizzato da una forte competizione, dove la domanda di talenti specializzati supera ampiamente l’offerta. In questo contesto, trattenere un dipendente con un aumento economico è spesso la soluzione più economica e rapida per l’azienda, anche se non necessariamente la più lungimirante per entrambe le parti.

È importante considerare che, secondo le rilevazioni di TechCompenso, il 94.5% dei professionisti nel settore sono assunti come dipendenti, mentre solo il 5.5% opera in Partita IVA. Questa prevalenza del lavoro dipendente rende la stabilità economica un fattore centrale, ma la controfferta spesso nasconde una pezza temporanea messa su un problema strutturale. L’azienda sta comprando tempo: stabilizza la situazione critica mentre valuta se iniziare a cercare un potenziale sostituto con maggiore calma.

La rottura del rapporto di fiducia

Accettare una controfferta comporta dei rischi che vanno oltre l’aspetto monetario. Una volta comunicata la volontà di andarsene, il rapporto di fiducia con il datore di lavoro cambia inevitabilmente. La direzione ora sa che sei un professionista attivo sul mercato e potrebbe considerarti una risorsa meno leale nel lungo periodo. In molti casi, chi accetta un rilancio economico finisce per lasciare l’azienda comunque entro i successivi dodici mesi, poiché le cause profonde dell’insoddisfazione non sono state risolte.

I criteri per valutare se restare o partire

Prima di decidere è fondamentale analizzare a fondo quali fossero i motivi originari del desiderio di cambiare. Se il problema era puramente economico e ritieni che l’azienda ti abbia semplicemente sottovalutato, un rilancio della RAL potrebbe risolvere la questione. Tuttavia, se i motivi erano legati alla cultura aziendale, a processi disorganizzati o alla mancanza di stimoli tecnici, una busta paga più pesante difficilmente cambierà la percezione quotidiana del lavoro. In questi casi, il rischio è di trovarsi nuovamente insoddisfatti dopo pochi mesi, avendo però perso l’opportunità di crescita offerta dalla nuova azienda.

Utilizzare strumenti come il Compara Stipendio permette di capire se il rilancio offerto è realmente in linea con il mercato o se è solo un allineamento tardivo a valori che avresti dovuto percepire già da tempo. Se l’azienda ti offre oggi quello che è la norma per il tuo ruolo solo perché hai minacciato di andartene, questo è un segnale di allarme sulla trasparenza e sulla gestione delle risorse umane dell’organizzazione.

Negoziazione e disparità di genere

In un mercato dove gli uomini rappresentano ancora l’84.5% della forza lavoro tech contro il 15.4% delle donne, la capacità di gestire una controfferta diventa anche uno strumento per colmare il gender gap salariale. Le professioniste tech dovrebbero utilizzare questi momenti per riposizionare la propria RAL verso l’alto, basandosi su dati certi. Consultare la Mappa Stipendi Italia fornisce la base statistica necessaria per sostenere una richiesta economica solida e oggettiva durante il colloquio con il proprio manager.

Come gestire la conversazione finale

Sia che si decida di accettare sia che si scelga di declinare, la comunicazione deve essere gestita con estrema professionalità. Se decidi di rifiutare la proposta della tua attuale azienda, ringrazia sinceramente per la stima dimostrata ma ribadisci che la tua scelta è guidata da un progetto professionale differente e non solo da logiche economiche. Questo ti permetterà di non bruciare i ponti e mantenere un network positivo.

Se invece la controfferta ti convince, assicurati che le promesse fatte siano concrete. Un aumento di stipendio deve essere formalizzato immediatamente con un nuovo accordo contrattuale, e se il rilancio include un cambio di ruolo o nuove responsabilità, queste devono avere una tempistica certa e obiettivi definiti. Non limitarti a una promessa verbale durante un caffè; chiedi che la variazione compaia nella prossima busta paga o in una lettera d’intenti firmata.

Ricorda che la trasparenza è la tua arma migliore. Se ti senti in difficoltà nel valutare la scelta giusta o se temi di non saper gestire la pressione della negoziazione, un supporto esterno può fare la differenza. Agnese e Ana sono a tua disposizione per un incontro conoscitivo gratuito per aiutarti a definire la tua strategia professionale su Carriera+.

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